Villa unifamiliare “Lotto Basso”

  • Anno 2016
  • Padenghe sul Garda, Brescia
  • Progetto: arch. Sonia Iorio De Marco
  • Direttore lavori: geom. Ulisse Facchetti

Due lastre in calcestruzzo rialzate dal suolo, sostenute ad ovest da un lungo setto in muratura e ad est da quattro pilastri in metallo, costituiscono la “matrice” del progetto. La scelta di impostare l’edificio alla quota + 0,50 mt. nasce dall’esigenza progettuale di “astrarre” l’edificio dal lotto stesso e di generare un volume che fluttua e galleggia nel contesto avendo come sfondo il cielo. La “piattaforma” inferiore su cui si sviluppa il fulcro del programma abitativo costituisce una sorta di continuità dello spazio esterno verso l’interno riprendendo uno dei concetti fondanti dell’architettura moderna. L’edificio è concepito allora come uno spazio “dentro-fuori” e caratterizzato da una “pianta libera” che consente all’utente di muoversi attraverso gli ambienti dal confine incerto; la pianta libera concepisce uno spazio non strutturato ma adattabile alle diverse esigenze delle persone in quanto privo di “ostacoli strutturali”. L’intenzione è quella di superare i limiti spaziali imposti della massa muraria con il fine di realizzare una maggiore connessione degli spazi sia all’interno dell’edificio che tra interno ed esterno. Ecco allora al piano terra un ampio spazio riservato alla zona giorno delimitato ad est da una lunga vetrata continua aperta sul giardino di proprietà e ad ovest, verso la strada di lottizzazione, chiuso da un unico setto cieco, elemento “plastico” che nella sua compattezza arriva a piegarsi e strutturarsi armonicamente in corrispondenza dell’accesso principale interrompendo in quel punto la linearità del prospetto ovest ed offrendo un “varco” che irrompe nel suggestivo “giardino interno” di proprietà. L’impianto planimetrico del progetto da una parte si articola avvolgendo il lotto e creando spazi privati che stringono forti relazioni con quelli interni e dall’altra si orienta cogliendo frammenti e scorci di contesto non contaminati dalle costruzioni adiacenti. Si attua quello che si potrebbe definire un collegamento tra “uomo” e “contesto” per mezzo di un manufatto architettonico.